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Tempi di Vita, Spazio di Storie

Il libro è un’esperienza condivisa, un’intimità condivisa.

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Quando uno scrittore scrive, è come se si aprisse il petto, esponendo il proprio cuore che pulsa. E anche se tutto vuole cicatrizzarsi, richiudersi e proteggere il cuore, lo scrittore lo deve mantenere nudo, esposto. E per fare questo, trascura tutto il resto, tutti i piccoli bisogni quotidiani. Il cuore è un fiume. L’atto di scrivere è come l’acqua che scorre e che tiene separate le rive, fa contrarre il muscolo delle parole in modo che il lettore possa essere trasportato da quel movimento. Ci dà lo spazio e la possibilità di abbandonare il nostro mondo terreno. Esiste libertà più grande?

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Helen Humphreys, Il giardino perduto, Playground, 2009

La lettura rappresenta, nella mia vita, una modalità costante e illimitata di strutturazione del tempo. Apprendere a leggere, ancor prima che a parlare, è stato il privilegio di una infanzia fra mare e silenzi. In ogni momento esistenziale, conservo la memoria e l’esperienza dell’incontro fra me e le parole di un libro.

Le citazioni che annoto non riportano le frasi che riconosco belle, semmai ricordano un legame fra il mio vissuto e la storia raccontata e testimoniano l’avvio di piccole e sistematiche rivoluzioni simboliche.

Nella mia professione, talvolta, compilo bibliografie personalizzate, indicando, per ogni persona che lo richieda, un percorso di consapevolezza psicologica attraverso romanzi e saggi.

Le riflessioni scritte danno ragione dello scambio fra me e l’autrice/ore. Lascio, così, una traccia, una risonanza della interazione con le parole lette.

Esiste un libro per ogni vissuto e una riflessione dopo ogni lettura. Le recensioni, a mio modo, rappresentano, quindi, un cammino di pensiero avviato e mai interrotto. Sono in sintonia con la scrittura d’esperienza proposta da Lea Melandri come pratica, la quale riprende l’idea della mineralogia del pensiero di Alberto Asor Rosa.

Nel mondo ellenistico, la magia è considerata una forma superiore di conoscenza a cui corrisponde una concezione del mondo retto da forze spirituali, intermedie tra l’uomo e la divinità suprema, con le quali si entra in contatto per il tramite di riti e pratiche mistiche e religiose.

Leggere è la magia che mi mantiene in vita con la pratica e la ritualità quotidiane.

Il regno delle parole perdute

Javier Villafañe ricerca invano la parola che gli è sfuggita proprio nel momento in cui stava per dirla. Dove se ne sarà andata quella parola che aveva sulla punta della lingua? Ci sarà un luogo dove si riuniscono le parole che non hanno voluto rimanere? Un regno delle parole perdute? Le parole che ti sono sfuggite, dove ti staranno aspettando?

Eduardo Galeano