natalizia dagostino
COMUNITÀ DI RICERCA

“Io voglio stare con quelli
che conoscono cose segrete
o altrimenti da solo”
R.M.Rilke

La Comunità di Ricerca (C.d.R.) propone studi, pensieri e pratiche agite intorno al tema della Gestione Risorse Umane.

Finalità della Comunità di Ricerca è creare l’occasione per sperimentare insieme agli altri e alle altre modalità di pensiero capaci di illuminare icasticamente concetti e problemi spesso logorati da riflessioni superficiali e inappropriate. Non necessariamente, la C.d.R. prevede una definizione compiuta di un tema o la soluzione ultima e definitiva di un problema.

La C.d.R. promuove la Creazione di Cultura lenta, pesante perché di peso, bisognosa di stratificazioni e continui ripensamenti, pause, deviazioni, tempi vuoti. La cultura lenta, lentamente accede ai criteri della utilità, della competitività nel mercato, della immediata comprensione e del guadagno economico. Solo costruendo schemi di pensiero e saperi critici, l’utilità, la competitività e la parcella possono essere garantite davvero.

Vogliamo farla difficile per affinare la maturazione e la comprensione, per governare la mutazione genetico/culturale che irrompe nelle vite delle persone e delle aziende senza che se ne percepisca la ratio.

E’ la complessità confluente che ci accompagna a rivedere, riformulare e ricontrattare gli assunti di base della Selezione e Valutazione delle Risorse Umane, della Consulenza e Formazione aziendale, spingendoci oltre l’ottica funzionalistica che sacrifica la persona al sistema economico.

Concettualità e analisi, gestione di reti di relazioni, ampiezza di visione, responsabilità, intelligenza sociale, autorità: il mondo del lavoro ha bisogno di pensieri rigorosi, includenti, integri, disciplinati, senza distruggere legami sociali e vincoli di solidarietà.

La Comunità di Ricerca è:

Comunità di relazioni

la consapevolezza del sapere non si travasa dall’uno all’altra come in una scatola, ma va configurandosi con la frequentazione, come effetto delle relazioni.

Comunità di apprendimento

si impara con e attraverso gli altri e le altre, partendo dalla propria storia e pensando in presenza.

Comunità di discorso nella mediazione

attraverso la semiotica si identificano i ruoli/atti linguistici in una dimensione e gerarchia inter-intrapersonale del pensare.

Comunità di pratica

si impara vivendo, in un universo storicamente e culturalmente determinato.

I gruppi procedono nel rispetto di alcune regole di comunicazione che favoriscono l’ascolto, il coinvolgimento e la partecipazione delle persone, mentre chiariscono e allontanano atteggiamenti di contrapposizione e di prevaricazione. Si creano in questo modo le condizioni perché il pensiero possa fiorire e prendere direzioni originali e inaspettate.

La Supervisione prevede una serie di attività, specificate di seguito, svolte in continuo scambio con le/i partecipanti. Il supervisore non è uno studioso solitario, è una persona in continuo dialogo, incontro/scontro con la realtà quotidiana. Il fine è che il lavoro svolto, oltre ad essere bello ed appagante per le persone coinvolte, sia soprattutto spendibile nelle attività professionali.

Le fasi diverse del lavoro di Comunità:

Presentazione al gruppo del documento-stimolo

Presentazione al gruppo del documento-stimolo

Formulazione delle domande a partire dal documento-stimolo

Formulazione delle domande a partire dal documento-stimolo

Identificazione e ricostruzione dei nessi tra le domande emerse

Identificazione e ricostruzione dei nessi tra le domande emerse

Identificazione delle parole e dei concetti chiave

Identificazione delle parole e dei concetti chiave

Definizione di meta-temi o meta-domandelle parole e dei concetti chiave

Definizione di meta-temi o meta-domandelle parole e dei concetti chiave

Approfondimento e discussione attraverso gli strumenti del ragionamento

Approfondimento e discussione attraverso gli strumenti del ragionamento

Ciascuna persona si impegna a:

I/le partecipanti si occupano di:

  • Stabilire un clima favorevole all’apprendimento
  • Creare meccanismi per una progettazione comune
  • Diagnosticare i bisogni di apprendimento
  • Formulare gli obiettivi di un eventuale programma che costituiscono i contenuti che soddisfano i bisogni
  • Progettare un modello di esperienze di apprendimento
  • Ritarare su ciascun/a compagno/a di viaggio e adeguare alla situazione gli interventi concordati
  • Condurre queste esperienze di apprendimento con tecniche e materiali adatti
  • Riferire e mantenere la relazione di confronto con ogni partecipante
  • Incontrare periodicamente i/le compagni/e di viaggio
  • Studiare e ricercare nuovi esercizi, lavori diversi e stimolanti, idee adeguate per lo svolgimento dei programmi
  • Raccogliere con ordine i lavori prodotti e testimoniati da foto, relazioni, video, ecc…
  • Valutare i risultati

Nella Comunità di Ricerca,
la responsabilità è direzionale, non direttiva,
perché svolge una funzione regolativa ed epistemica al fine di:

pensiero

facilitare il pensiero

comunità

regolare le comunità

dialogo

provocare e modulare il dialogo

gruppalità

supportare dinamicamente le gruppalità